Accademia L’Arte nel Cuore – I Giganti della Montagna

Accademia L’Arte nel Cuore – I Giganti della Montagna

STANDING OVATION PER "I GIGANTI DELLA MONTAGNA" IL CAPOLAVORO INCOMPIUTO DI PIRANDELLO PORTATO IN SCENA AL TEATRO OLIMPICO DI ROMA DAGLI ALLIEVI DE L'ARTE NEL CUORE

Ieri, giovedì 18 giugno, al Teatro Olimpico di Roma, gli allievi de L'Arte nel Cuore, la prima accademia artistica inclusiva, hanno portato in scena il nuovo spettacolo, "I Giganti della Montagna", l’ultimo e incompiuto capolavoro di Luigi Pirandello, considerato il suo testamento spirituale e artistico.

Ad applaudirli in platea erano presenti anche Silvia Salemi, Alex Pacifico, Milena Miconi, Gabriella Germani, Luca Capuano, Carlotta Logreco, Giulia Schiavo e Roccuzzo.

Julia Vigliarolo, vincitrice di Pythika - Giochi Pitici, la prima competizione artistica inclusiva, ha aperto lo spettacolo eseguendo live il suo brano originale, "Humans". Sul palco anche Alberto Papa con "I monologhi del naso" di Cyrano de Bergerac.

Presenti, inoltre, alcuni esponenti delle istituzioni. «Voglio ringraziare L’Arte nel Cuore, le famiglie, tutti gli operatori che lavorano a questo progetto che dimostra che si può includere facendo un’attività divertente e bella – lo ha dichiarato dal palco l’Onorevole Luciano Ciocchetti, Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali della Camera -. L’Arte nel Cuore è un modello che tutti dobbiamo sostenere e noi, per quanto possibile, cerchiamo di farlo ogni giorno». È intervenuta anche Francesca Barbato, Consigliere dell’Assemblea Capitolina, che ha detto: «Talvolta nel realizzare l’inclusione le istituzioni vanno un po’ a rilento. È bello sapere che esistono realtà come L’Arte nel Cuore che possono sopperire a questa mancanza».

Ma i veri protagonisti, ancora una volta, sono stati loro, gli allievi de L’Arte nel Cuore. Ambientato in una villa abbandonata ai piedi delle montagne, lo spettacolo racconta l'incontro tra due mondi apparentemente inconciliabili: quello degli Scalognati, un gruppo di emarginati guidati dal misterioso Cotrone, e quello della compagnia teatrale della Contessa Ilse, impegnata nella disperata ricerca di un luogo dove rappresentare ancora una volta "La favola del figlio cambiato". Da questo incontro prende forma una riflessione potente sul ruolo dell'arte, della fantasia e della libertà creativa in una società sempre più orientata al controllo e all'omologazione.

Nella rilettura proposta da L'Arte nel Cuore, i Giganti diventano simbolo di un potere che punta all'annichilimento del pensiero libero, della creatività e dell'umanità stessa in nome dell'efficienza e della tecnologia. Sarà proprio l'arte, però, a rivelarne i limiti e a indicare una possibilità di rinascita.

«“I Giganti della Montagna” è un vero e proprio testamento spirituale e artistico di Luigi Pirandello, rimasto incompiuto a causa della morte dell'autore - commenta Daniela Alleruzzo, Presidente de L’Arte nel Cuore -. Rappresenta il culmine della sua riflessione metateatrale. A 90 anni dalla sua stesura, questo testo, ancora attuale, allude a una progressiva decadenza culturale e al conseguente smarrimento che ne deriva e che anche oggi ci circonda. È in effetti inquietante il parallelismo tra il contesto storico-politico-culturale in cui stiamo vivendo e quello dell'epoca in cui Pirandello scrisse l'opera, alla vigilia del secondo conflitto mondiale, in un clima in cui i totalitarismi, l'odio, la soppressione scientifica dell'umanità erano al culmine».

Se i Giganti sono il potere, le leggi che governano la realtà, l'istituzione che non vuole o non è in grado, per ignoranza e ipocrisia, di dare spazio alla cultura, all'arte, alla poesia, Cotrone con i suoi Scalognati rappresentano la divergenza, l'imprevisto, l'intuizione, la visione che sconvolge le previsioni. «Ci è sembrato quasi doveroso, in quanto realtà che ruota attorno al rispetto della vita e dell'unicità di ogni essere umano, dei suoi talenti, del suo diritto di esprimersi, prendere posizione attraverso uno spettacolo che parlasse proprio di questo bisogno, di questa fame, di questo diritto inviolabile di dare voce all'artista, che arricchisce cuori e menti», continua Alleruzzo.

Particolarmente significativa la scelta di confrontarsi con un testo considerato tra i più complessi del repertorio teatrale italiano, affrontato nel corso della storia soltanto da grandi maestri della regia e dell'interpretazione. «Questa edizione vuole essere un omaggio al grande Giorgio Strehler, regista tra l’altro di tre indimenticabili edizioni de 'I Giganti', nel venticinquennale della sua morte – sottolinea Alleruzzo -. Solo i grandi registi, infatti, e i grandi attori hanno osato toccare i Giganti della Montagna. Il senso di questa sfida è spingere i ragazzi oltre i loro limiti, arricchire il loro linguaggio espressivo e le loro competenze artistiche, e suscitare così, in tutti quelli che li vedranno lo stupore di aver messo in scena un testo che normalmente fa tremare i polsi anche agli artisti più consumati».

Lo spettacolo in un momento di grandi risultati

La nuova produzione arriva in un periodo particolarmente significativo per L'Arte nel Cuore. Il 25 maggio il docufilm "La Compagnia" ha ricevuto il premio nella categoria "Social Problem Lungo" durante l'Italia Green Film Festival presso il Teatro Argentina di Roma.

Parallelamente, il progetto Pythika, nato grazie all'esperienza e alla visione de L'Arte nel Cuore, ha già ottenuto importanti risultati professionali nel mondo del cinema e della televisione. Tra le produzioni che hanno coinvolto gli artisti di Pythika figurano la terza stagione della serie Rai "Malinconico" per la regia di Cosimo Gomez, il film "Una disperata vitalità" di Fabio Morgan prodotto da Velvet Movie, una nuova produzione cinematografica di Casa 21 diretta da Dario Baldi e la serie "500 battiti" di Stefano Lodovichi prodotto da Cattleya e distribuito da HBO. Ma non finisce qui, perché bolle in pentola un nuovo progetto con una grande casa di produzione.

Complessivamente, queste produzioni hanno coinvolto decine di artisti formati attraverso il progetto, portando anche all'ingaggio di interpreti in ruoli di primo piano, a conferma della qualità del percorso artistico e professionale sviluppato negli anni da L'Arte nel Cuore. L’obiettivo, quindi, dell’inserimento lavorativo dei talenti che hanno partecipato a Pythika è stato raggiunto.

«Dove c’è talento non esistono barriere. Il nostro obiettivo è duplice: da un lato promuovere una piena normalizzazione della disabilità nel contesto artistico, dall’altro creare opportunità di inserimento nella filiera dello spettacolo. Da più di 20 anni il nostro obiettivo è un’industria culturale più equa, aperta e realmente rappresentativa della società», conclude Alleruzzo.

L’Arte nel Cuore E.T.S.

L’associazione L’Arte nel Cuore è la prima accademia di formazione artistica a promuovere l'inclusione sociale attraverso l'arte. Nata nel 2005, in un ventennio di attività ha formato circa 7.000 ragazzi con e senza disabilità, molti dei quali sono stati inseriti con successo nel mondo dello spettacolo, partecipando a tour teatrali, fiction, serie televisive e doppiaggio. Ciò che muove questa virtuosa realtà è la ferma convinzione che l'arte sia un potente strumento di inclusione e crescita per tutti, senza distinzione.

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